Qualche precisazione sui “no”

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Posted by Anna Maspero | Posted in Dicono di Noi | Posted on 06-07-2010

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La stampa sta seguendo con attenzione le problematiche relative al territorio e ai progetti stradali. Ma come nel post precedente abbiamo cercato di far chiarezza sui tre livelli di attenzione (gruppi spontanei, Comitato intercomunale a difesa del territorio e Tavolo di Confronto fra Comuni) relativi alla variante del secondo lotto della tangenziale di Como, come gruppo Salvabrughiera vorremmo precisare alcuni punti relativi all’articolo pubblicato sabato dal Giornale di Erba. Il gruppo Salvabrughiera non è per il “NO alla Pedemontana”, come è chiaro da tutto quanto scritto su questo blog.

La Pedemontana è stata approvata dopo decenni di discussioni, appaltata e i lavori sono iniziati, quindi opporsi ora sarebbe del tutto inutile anche se si fosse contrari. Per la stessa ragione il gruppo SB non è nemmeno contrario al secondo lotto della tangenziale di Como, semplicemente perché essendo già appaltato il primo lotto, e finendo questo a Senna, il traffico che convoglierà lì dovrà essere in qualche modo smaltito, quindi una prosecuzione è ora necessaria. Sarebbe di nuovo comunque troppo tardi per opporsi. Il gruppo, insieme al Comitato intercomunale a difesa del territorio, è semplicemente critico all’ipotesi di variante al progetto iniziale del secondo lotto della tangenziale di Como (parte della Pedemontana) presentata a fine 2009 in sostituzione di quello originario interrato sotto la montagna di Montorfano a nord del lago, stralciato dalla Regione Lombardia perché troppo oneroso. Per tornare indietro in questo caso siamo ancora in tempo. Noi riteniamo che questa ipotesi di variante fuoriterra nella brughiera fra Capiago e Orsenigo proposta e finanziata dalle Camere di Commercio di VA-CO-LC con il sostegno della Regione (i cui costi di esecuzione ipotizzati sono comunque del tutto aleatori e non verificati), sia troppo onerosa sul piano della distruzione dell’ambiente e che ci siano altre “strade” praticabili, riqualificando percorsi già esistenti o facendone di nuovi il più possibile interrati. Una volta cementificato il verde, è per sempre.

Il gruppo Salvabrughiera

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Commenti (1)

Come si fa a non capire che distruggere la natura equivale ad una lenta, ma inesorabile, distruzione dell’uomo? Bisogna essere idioti o avere degli interessi per ignorare questa evidenza. Nell’uno e nell’altro caso queste persone non devono occuparsi della gestione della cosa pubblica…
In quanto al Comune di Como non mi stupisce la mancata firma, se si pensa che la giunta ha stanziato 30000 euro di premio ai due dirigenti che hanno approvato la variante della costruzione del muro sul lago! (vedi sito http://www.giulagiunta.org)
Il fatto si commenta da solo..

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