Per dieci anni niente secondo lotto

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Posted by Salvabrughiera | Posted in Notizie | Posted on 23-07-2010

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Leggi in coda gli articoli de La Provincia con le affermazioni dei politici.

Una notizia di questo tipo potrebbe essere tranquillizzante per chi non vuole la variante fuoriterra al secondo lotto della tangenziale di Como. Invece è una pessima notizia per tutti, ambientalisti e automobilisti. Soprattutto per chi cerca di salvaguardare il futuro dell’ambiente e non semplicemente di garantirsi qualche altro anno di relativa “tranquillità”, anche se con sospesa una spada di Damocle sopra la testa. Raffaele Cattaneo, Assessore Regionale alle Infrastrutture e fautore della famosa variante fuori terra in brughiera, ha affermato ieri che “Il secondo lotto dall’Acquanegra ad Albate fino ad Albese così com’è, non è finanziabile. E per almeno una decina d’anni non si riuscirà a finanziarlo. E’ necessario studiare un’alternativa”. Aggiungendo che il primo lotto da Grandate allo svincolo dell’Acquanegra già appaltato sarà pronto nel 2014. Che non ci fossero i finanziamenti i nostri Amministratori lo sapevano fin dall’inizio dell’accordo sul progetto esecutivo della Pedemontana. Il secondo lotto non è mai stato finanziato, la mancanza dei fondi non è una novità di ora causata dai tagli per la crisi economica. Nonostante questo hanno comunque deciso di fare un inutile e dannoso primo lotto, un’autostrada a quattro corsie lunga 2,4 km che terminerà nel nulla o meglio in una vecchia via del paese di Albate, senza risolvere i problemi ma anzi aumentando il volume di traffico e quindi l’intasamento sulla Canturina e sull’Oltrecolle. Il buonsenso vorrebbe che una strada si iniziasse a costruire solo quando si sa come portarla a termine sia in termini di progetto che di sovvenzioni.

Una nuova strada stravolge il territorio e le vite delle persone che lo abitano, se oltretutto non serve nemmeno a risolvere i problemi ma li peggiora perché non ha sbocco, oltre al danno abbiamo la beffa. Lo studio di fattibilità  della variante al secondo lotto presentato il 27 novembre nella sede della Regione di Como ha portato a una rivolta di Comuni e residenti perché devastante. Lo studio, costato 600.000 euro (solo in parte dati dalle Camere di Commercio VA-CO-LC, per 1/3 sovvenzionato dalla Regione Lombardia) è stato tolto da internet, come dire che è stato chiuso in un cassetto. Ora ci dicono che bisogna “studiare un’alternativa” (ci si riferisce a questo studio? O a un nuovo progetto?). Tale studio di fattibilità, nonostante l’alto costo per produrlo, è pochissimo dettagliato, i costi per la costruzione della variante ipotizzati sono tutti da verificare e non è così scontato che siano sostanzialmente inferiori al progetto iniziale del 2 lotto in galleria stralciato, senza poi contare i costi ambientali enormi. Fare progetti di questo tipo è un pesante costo per la collettività, oltre ad avere un tragico impatto su chi, toccato più direttamente dai tracciati, è costretto a vivere per anni nel limbo di chi non sa cosa può accadere alla sua casa. “Ci vorranno alcuni anni per realizzare questa prima parte e nel frattempo una soluzione si troverà” ci viene detto. In realtà affermano che il primo lotto sarà pronto già nel 2014 (d’altra parte sono 2,5 km di strada…) e più passa il tempo più il territorio viene edificato e le sole soluzioni che rimarranno saranno in mezzo ai boschi e prati sopravvissuti. Cattaneo dice che “la soluzione più convincente è l’autostrada Varese-Como-Lecco su cui innestare il primo lotto perché più lunga e in grado di autofinanziarsi maggiormente”. In realtà è un’autostrada molto poco appetibile perché il flusso di traffico calcolato sarebbe circa 1/3 di quello della Pedemontana, quindi non interessa ai privati perché non pagherebbe e neppure allo Stato visto che la delibera del CIPE di febbraio neppure la cita, cassandola di fatto. E come dargli torto? Lo stesso Leonardo Carioni, Presidente de La Provincia, l’ha definita solo fumo negli occhi e promessa elettorale. Cosa succederà allora nel 2014? Non è forse opportuno senza investire altro denaro ritornare, da subito, come chiedono molti Comuni e Associazioni raccolti nel Comitato a difesa del Territorio, al progetto iniziale in galleria? Non è il momento, nonostante l’apparente blocco di stare a guardare, ma di trovare soluzioni condivise e il più possibile rispettose di ambiente e territorio finché si è in tempo.

Leggi l’articolo de La Provincia e il commento di venerdì 23 luglio e gli articoli di sabato 24 luglio.

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Commenti (4)

sconvolgente leggere negli articoli della Provincia la superficialità con cui alcuni politici giocano con le vite delle persone, i loro beni più cari, quel poco di territorio verde rimasto e non ultimo i nostri soldi.
Devono capire che non ci stiamo più, che siamo stufi di promesse, di approsimazioni, di sperchi, di incompetenza, di scaricabarili. Che ognuno si assuma le proprie responsabilità. O fermiamo il primo lotto ora o ci devono prospettare non in un futuro indefinito ma adesso una soluzione condivisa anche dal territorio per il 1 e 2 lotto. Basta con le promesse elettorali!!!!!

Io penso anche a quei proprietari che si sono visti strappare le loro case conquistate con anni di lavoro e sacrifici: adesso si sentono dire, oltretutto, che è stato
inutile, la strada NON si finirà! C’è una logica in questo? Ma come ragionano i nostri governanti, strapagati per giunta?Forse i bambini dell’asilo riuscirebbero ad elaborare progetti più sensati….
Solo in Italia possono succedere simili devastazioni ambientali e enorme spreco del denaro pubblico, che potrebbe essere usato per servizi UTILI E NECESSARI alla comunità intera.
Non possiamo e non dobbiamo più accettare queste decisioni, prese a nostro completo discapito e contro la nostra volontà.
Giornalmente stanno succedendo fatti grotteschi, vedi l’ospedale S. Anna, vedi il muro di Como, ecc. ecc.ecc……

Che dire… la solita incapacità dei politici….
l’italica incapacità di vedere lungo oltre i bisogni di oggi… la pedemontana è 30 che la si aspetta…. e ora con il tracciato + basso rispetto a quello ipotizzato anni fa sembra non servire al territorio sul quale doveva passare… baste che la camera di commercio o chichessia si inventi qualcosa e pronti studi di fattibilità (fatti ovviamente dai soliti amici e conoscenti) come sempre soldi buttati al vento…i “nostri” politici stanno facendo scempio del territorio lo tagliano lo vogliono modellare a loro piacimento… ma la qualità della vita passa da altre “strade”….
fra 6/8 mesi mi trasferirò a vivere a Montorfano… fra strada nella brughiera ed il lago che sta morendo… sono davvero preoccupato e disgustato…. per capire bene della nostra politica basta leggere “il comasco” ed luglio – agosto.. costi dei cellulari dei politici, riciclo di Caradonna come vice presidente di ATM Milano, superPozzi…bastano queste poche righe per capire che siamo amministrati da gente che punta alla poltrona.. cmq che dire… credo che tutte queste problematiche del lavoro, la crisi, ecc…servano come fumo negli occhi per nascondere lo scempio che stanno facendo di questo nostro paese… qui non conta la parte politica… qui contano le persone… e tutti si stanno facendo gli affari propri.
Saluti Alessandro

Sig. Michele, non pubblichiamo il commento da lei scritto perchè cerchiamo di mantenere un confronto basato su educazione e rispetto come potrà notare se legge gli articoli da noi pubblicati. E il suo commento è un profluvio di turpiloquio.
Sempre se vorrà dedicare qualche minuto a leggere quanto scritto su questo blog scoprirà che non c’è da parte nostra un rifiuto del secondo lotto della tangenziale di Como, ma chiediamo venga fatto interrato come da progetto originario approvato ma non finanziato. Visto che la costruzione del primo lotto è già appaltata, anche senza sapere dove e come continuarlo, la situazione di traffico già pesante peggiorerà ulteriormente e quindi un secondo lotto a quel punto sarà ovviamnete necessario. Sterile quindi opporsi aprioristicamente.
Il gruppo Salvabrughiera

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