Posted by Anna Maspero | Posted in Notizie | Posted on 11-07-2010
Tag:Comitato a difesa del Tangenziale di Como lotto 2
E’ stato pubblicato oggi un articolo dal Giornale di Cantù in cui il Sig. Vasile, Sindaco di Senna (il Comune capofila nella protesta contro la variante fuoriterra al secondo lotto della tangenziale di Como) afferma che il “tavolo istituzionale per la salvaguardia del territorio non è in crisi, anzi lavora senza soste per la riuscita dell’impresa”. Questo in risposta all’articolo della settimana precedente in cui lo stesso settimanale scriveva che il “Comitato dei Comuni” è in crisi perché Cantù e Como non firmano il documento congiunto.
L’apparente contraddizione nasce da una confusione sui termini che certo non aiuta a capire. Esistono ad oggi tre livelli di attenzione sul problema tangenziale (e sulla sua eventuale prosecuzione come autostrada VA-CO-LC).
Leggi anche il nuovo articolo su Il Giornale di Cantù.
Esiste un gruppo spontaneo di cittadini raccolto intorno al “Gruppo Salvabrughiera” www.salvabrughiera.com con anche 2000 amici in Facebook, che intende soprattutto sensibilizzare tutta la popolazione portando l’attenzione sulla salvaguardia del verde. A questo scopo ha lanciato una mozione di raccolta firme contro la variante fuoriterra chiedendo una soluzione di minor impatto ambientale. In collaborazione con il FAI (Fondo Ambiente Italiano) e in particolare la delegazione di Como e di Brianza Laghi, sta portando avanti anche una campagna di difesa dell’area boschiva fra Capiago e Orsenigo attraverso la segnalazione della brughiera come “luogo del Cuore 2010”.
Il secondo livello più istituzionale è il “Comitato intercomunale a difesa del territorio”, di cui fanno parte diversi Comuni, Associazioni di agricoltori e gruppi (fra cui Salvabrughiera). Scopo del Comitato è opporsi all’attuale progetto di variante che causerebbe un notevole e irreversibile danno ambientale, coinvolgere e sensibilizzare le Amministrazioni Comunali, i residenti e chi opera sul territorio per raggiungere il consenso sulle scelte operative future. Sulla spinta del Comitato in febbraio e marzo sono state organizzate affollatissime assemblee e Consigli Comunali a Orsenigo, Senna e Capiago in cui è emersa con grande forza l’assoluta contrarietà della cittadinanza a soluzioni viabilistiche di così forte impatto sul territorio.
Sotto la spinta del Comitato si è poi costituito un “Tavolo di Confronto” cui partecipano otto comuni coinvolti direttamente o indirettamente dal tracciato di tangenziale (che ad esempio solo lambisce il Comune di Cantù, ma ovviamente il territorio e l’area verde è di fruizione di tutti i comuni vicini, Cantù compreso, così come Como è ovviamente interessato al progetto di tangenziale). Di questi comuni in sei (Alserio, Alzate, Capiago, Cucciago, Orsenigo, Senna) hanno sottoscritto un documento congiunto a salvaguardia del territorio, mentre Cantù e Como ad oggi non hanno firmato, dando quindi spazio a chi parla di crisi. Probabilmente sono i normali tempi e i compromessi della politica, visto che il “tavolo di confronto” è nato appunto per confrontarsi e le opinioni possono essere diverse. Inoltre è fatto da esponenti politici comunali che in alcuni casi fanno riferimento a quegli stessi partiti che hanno spinto a livello di Regione Lombardia il progetto di variante fuoriterra. Quindi per il “Tavolo di Confronto”, più che di crisi sarebbe meglio parlare di tempi e logiche “politiche”.
E’ vero però che il “Comitato a Salvaguardia del territorio”, pur essendo una struttura di riferimento per le iniziative pubbliche e di pressione, è ultimamente rimasto in una posizione di attesa di risposte da parte del Tavolo di Confronto, mentre potrebbe essere maggiormente operativo sia verso i cittadini che verso le istituzioni, grazie alla sua capacità di coordinamento fra Comuni, associazioni e alla forza di pressione sulle istituzioni che può esprimere.
Il gruppo Salvabrughiera



